UNI-VERSO MULTI-VERSO A-VERSO

Un possibile percorso nella ricerca della Verità

Universo, letteralmente, significa “rivolto verso l’unità”, pur nella mirabile varietà dei fenomeni visibili. Con “universo”, dal punto di vista scientifico, s’intende l’orizzonte degli eventi fisici osservabili, qui ed ora, dal nostro unico osservatorio: il pianeta terra e, ultimamente, le sue immediate adiacenze. Secondo la fisica moderna, l’universo osservabile, sia come “micro” che “macro” cosmo, si caratterizza per alcune “costanti” che lo determinano e dirigono. Fra queste, ne utilizzerò due, perché ultranote e che hanno posto le basi della fisica contemporanea.
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martedì 14 febbraio 2012

Lettera di addio

Questa è una lettera di addio. Le cose hanno un inizio ed una fine, almeno sotto certe forme esteriori. Dentro non muoiono. La strada giusta, anche se scomoda, non si abbandona mai. Sulla soglia dei sessantotto anni ho avuto una vita meravigliosa. Sono pulito, almeno un po' più pulito di venti o trenta anni fa ... Ma non ancora così pulito come sessantotto anni fa.
Questo blog è stato come un figlio, una creatura. Non l'ho sporcato con calcolo, pubblicità, compromessi o interessi che non fossero quelli della ricerca della Verità. E' stato letto da 6500 persone, in circa 100 paesi del mondo. Voglio ringraziare ognuno di voi, che l'ha aperto, fosse anche solo per sbaglio.
Ho fatto il giro del mondo una sessantina di volte, a mie spese, quasi sempre da solo, in posti anche pericolosissimi, come l'Africa e la Colombia, facendo volontariato senza rete di protezione, come medico di medicina umana. E continuerò a farlo. Ho imparato e ricevuto moltissimo: enormemente più di quello che ho portato. Ho conosciuto gente meravigliosa, ovunque. Soprattutto i poveri ed i barboni. I bambini sono stati ovunque i miei maestri di vita, assieme alla Natura ...
Sono pulito, anche chimicamente: nessuna droga (chi lo fa bara con la vita). Quasi nessun farmaco. Mangio e dormo pochissimo, su base quasi vegetariana, non per fissazione, ma per non uccidermi col cibo. Non ho soldi depositati, nè casa in proprietà, nè altro, ma ho scoperto che il mondo è la mia casa. Ho un sogno, grande, audace. Fare il giro del mondo a piedi. In fondo sono solo 44000 km: meno di quelli che faccio in un anno in auto ...
Questo blog fra pochi giorni verrà tolto dalla rete. Andrà a fare compagnia alle migliaia di cose che ho scritto ed annotato in questi ultimi anni, nel mio archivio privato.
Il blog 'Salute secondo natura', invece, rimarrà aperto per sempre, per etica professionale e per la miniera di informazioni pratiche che contiene. In un panorama medico in mano alla chimica del farmaco (la droga di gran lunga più diffusa al mondo, di gran lunga la più tossica ... e pensare che a piccole dosi, nei casi indispensabili, sarebbe così utile!), in mano a medici troppo spesso ignoranti, avidi, falsi, amorali, arroganti (ma credo ce ne siano anche di ottimi: li sto cercando ...), i pazienti di tutto il mondo hanno anche bisogno delle modeste cose che ho scritto e proposto nel blog.
Andrò avanti, anche, con il blog sulla Divina Commedia a fumetti, con la collaborazione di mio figlio, che sta in Brasile. Come ho potuto meritarmi un Figlio come lui, non lo so. Se legge arrossirà, perchè, a differenza di me, è anche umile e modestissimo. Grazie, Piero, continua così. Sei molto meglio di tuo padre (e non ci vuole molto, in fondo ...).
In due anni e mezzo, da quando è uscito questo blog, nessuno mi ha scritto, forse per timidezza. Chi vuole potrà sempre farlo, c'è il mio indirizzo Email: gbagnariol@gmail.com.
Lasciamoci così, in questo giorno che dovrebbe essere la festa degli innamorati, ma che, ahimè, è qusi solo una svendita commerciale: quella dei prodotti di Babbo Natale rimasti invenduti un mese fa.
Lasciamoci così, ma con un augurio: innamoratevi della Vita nella sua totalità, nella sua pienezza, accettando e benedicendo tutto quello che vi sta offrendo: è unica, irripetibile, meravigliosa. Rispettate tutte le creature che la popolano, e soprattutto i vostri figli. E quelli di tutti gli altri.
Grazie
Giuseppe Bagnariol, Amelia, 14 Febbraio 2012

lunedì 13 febbraio 2012

San Valentino. Una precisazione su Atman/Yahweh

Son proprio sbadato: nel citato articolo su questo blog (Quant'è bbuono o caffé, 5. Atmann Yahweh), peraltro poco letto, ho tralasciato una cosa importante. Quando parlo del suono cosmico 'I', che in tutte le lingue del mondo indica uno, l'unità, l'unico, mi sono dimenticato di 'io', italiano. E così del greco 'egò', del latino 'ego', del tedesco 'ich', dell'inglese 'I', del francese 'je', dello spagnolo 'Jo', del portoghese 'eo', del sanscrito egwo (lett. io di ... noi due!), del cinese 'wo', e così via. I nostri antenati la sapevano lunga: quando col dito 'Indice' mostravano se stessi, intendevano colui che esiste singolarmente, colui che alla fine è  e deve essere sempre e solo se stesso ...
Ma quando indicavano un altro, puntando l'idice, dicevano 'tu', italiano, latino, francese, spagnolo e portoghese; 'tou' greco, 'thou' inglese, 'du' tedesco,  ... Ebbene, tutte queste forme derivano dal numerale 'due', in latino, greco, inglese, francese, tedesco e così via. Capito? Per i nostri antenati, l'altro non era 'un altro' qualunque, ma 'io e te', noi due. Quando c'è un altro, chiunque esso sia, infatti, non siamo più soli, ma io e te ...
Pochi, oggi, la capiscono. I nostri antenati non erano nè scemi nè, tantomeno, razzisti. Noi, purtroppo, sì ...
Buon San Valentino. Sì, buon San Valentino ... Finchè siamo innamorati, io e te siamo una cosa sola, ma appenna passa, torniamo ad essere ... io e io e tu e tu. In una parola 'I' ...'mbecilli! (Dal latino 'in baculus', colui che è senza il bastone di sostegno, l'altro, perchè non lo vuole più vedere ...)

sabato 11 febbraio 2012

Mi ritrovai per una selva oscura ... Qual'è la verità?

Einstein
Se procediamo solo con la ricerca scientifica nella ricerca della verità, non approderemo a nulla, ma potremmo sempre guardarci indietro con orgoglio. Infatti, ne sappiamo enormemente più di ieri, ma il cammino che resta da percorrere si è allungato. L'orizzonte degli eventi ancora ignoti, infatti, man mano che procediamo, si amplia ulteriormente....
Per di più c'è il principio-paradosso di Heisenberg: più osserviamo un fenomeno, più lo modifichiamo nella sua essenza. Ma i fisici, non potendo fermarsi, ogni giorno spostano un po' più avanti nel tempo la presa di coscienza ed il momento di trarre le dovute conseguenze di questo principio-paradosso.
Heisenberg
Ora che sappiamo molto, ci accorgiamo che le cose ancora da sapere sono aumentate esponenzialmente.
Ad esempio, in un universo iniziato con il Big Bang, ancora ignoriamo come e perchè è avvenuta la rottura della simmetria e si sia verificata la leggera 'disomogeneità' che ha reso possibile alla gravità di formare le galassie. Ed ancora, come e perchè la materia ha prevalso sull'antimateria, cosa sia la materia oscura ed una sua possibile componente: lo sgusciante neutrino. Ed ancora, cosa sia l'energia oscura, se esista il Bosone di Higgs (l'ipotetica particella vettrice della enorme energia necessaria a creare materia, secondo la formula di Einstein E=MC2). Ancora non è stata sviluppata una teoria quantistico-relativistica adeguata. E non abbiamo ancora unificato le forze elettromagnetico-nucleari, con la forza gravitazionale (e siamo lontani dal farlo ...); e moltissimo altro ...
Nemmeno sappiamo se sia esistita una singolarità perfetta (puntiforme in senso euclideo), al momento del Big Bang ...
Ed ora ci si mette di mezzo anche quella galassia anomala, ai confini dell'universo, vecchia il doppio dell'età calcolata per un universo iniziato con il Big Bang: bruttissima gatta da pelare.
Ce n'è più che a sufficienza per fare girare le palle ai 'Rubbia' di turno ...
Enrico Fermi
Carlo Rubbia
Quando la fisica trova un limite, anzicchè procedere solo con la costruzione di accelleratori sempre più potenti, per uscire dal tunnell, dovrebbe chiedere soccorso alla filosofia ed alla religione, intese nel loro senso umanamente più nobile, ossia di ulteriori strumenti di ricerca sincera della verità.... Pochi fisici, infatti, sono avvezzi a meditare.
Lo fu Einstein (che rispetto a moltissimi altri fu un vero genio, tanto incompreso quanto scomodo); ma non lo furono Fermi & C., quando misero mano alla bomba atomica; e quelli che hanno prodotto le centrali nucleari. Ed in passato, non lo furono Cartesio, Newton e, nemmeno poi tanto, lo stesso Galileo, ma lo fu Copernico.
Come? sono un dissacratore arrogante? Ebbene sì, lo sono!
Per questo mi sono molto divertito alla notizia della nuova galassia, ed ho provato ad emettere alcune 'libere' e del tutto provvisorie ipotesi ... Infatti, sono libero, ma abbastanza rigoroso nel mio metodo di ricerca, perchè sono anche disinteressato, e capace di non attarcarmi alle mie stesse idee. Allorchè cio' avviene, l'uomo ha sempre prodotto fissazioni dannose, inutili e pericolosissime: i dogmi ...

Dante Alighieri, spirito nobile e geniale dell'umanità, libero da condizionamenti politici, da attaccamenti materialistici, da giochi di potere; estremamente povero, fatto 'macro' dalla fame e dalla fatica, dignitoso e coerente, si trovò nelle condizioni ideali per meditare. Tutta la sua vita fu una lotta continua con sè, per uscire dalla selva oscura dell'ignoranza, e pervenire alla luce sublime della Verità. Per questo ci ha lasciato un poema eterno, ha creato una nuova, bellissima lingua per scriverlo ed è morto, probabilmente ammazzato, in coerenza etica con se stesso.
All'epoca in cui scriveva, non poteva sapere molte cose che sappiamo oggi, ma soprattutto, quelle che sapeva ed intuiva, attingendo ispirazione dal proprio universo interiore, non poteva dirle palesemente: c'era, infatti, già pronto per lui, oltre che per i suoi scritti, il rogo .... Ma egli si era autoinvestito di una missione salvifica per sè e per l'umanità: la diffusione della luce della verità, sotto velate spoglie: quelle dei dogmi religiosi e filosofici allora imperanti ... la famigerata Teologia ufficiale Aristotelico-Tomistica ...
E ce l'ha fatta.

"La gloria di colui che tutto move PER l'universo penetra e risplende, IN UNA PARTE PIU' E MENO ALTROVE..."
Dio, forza vitale, non se ne sta staccato, immobile, eternamente fuori, (come certi deliquenti abituali d'oggi, che sono sempre 'fuori': dalla galera!),  ma è dentro: la sua forza creativa, infatti, non penetra da fuori, NELL'universo, ma PER l'universo ... Fa una enorme differenza, NEL e PER, anche perchè, comunque, la metrica del verso sarebbe stata garantita ...
  
In una parte più e meno altrove ... Ecco l'intuizione, precorritrice dei tempi, di una legge fisica universale. Ecco svelata la lieve disomogeneità di cui ho parlato sopra, che spiega l'esistenza della realtà come la parcepiamo, e che ha consentito a quella (o quelle) poche galassie sopravissute in angolini remoti, di non farsi investire dall'onda anomala, da quel forsennato, narcissistico, esplosivo gioco di fuochi d'artificio, che è stato il Big Bang.
E nondimeno, la Vita, come la Verità, continua, continua e continua, mossa da quell'unica forza che la caratterizza: la forza creativa dell'Amore, quello che 'move il sole e l'altre stelle' ...

PS Nel sublime sforzo di descrivere ciò che vede con gli occhi, nel mistero della Trinità, Dante descrive una immagine sfocata, ma ancora visibile: tre cerchi che ruotano velocissimi e con cangianti colori, dentro una stessa sfera: è la miglior immagine che fin'ora ho trovato, per rappresentare gli ipotetici Quark, ad oggi la base fondamentale di tutto cio' che esiste ... almeno fino a prova contraria!

Dante si ricongiunge con la Verità. Dis. di Piero Bagnariol da 'A Divina comedia HQ'

venerdì 10 febbraio 2012

L' Amor che move il sole e l'altre stelle. La Verità

Luca Signorelli, Dante. Cappella di san Brizio, Orvieto
A l'alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e 'l velle,
sì come rota ch'igualmente è mossa,
l'amor che move il sole e l'altre stelle. (Par, XXXIII,142-145)

Questi versi, che Dante scrisse pochissimi giorni prima di morire, erano sul suo scrittorio, a Ravenna, nella sua ultima dimora in vita, ove era ospite del signore della città,  Guido Novello da Polenta, suo ultimo amico fidato nonchè mecenate.
Con essi una lettera, indirizzata all'altro grande amico, il signore di Verona Cangrande della Scala, allora giovanissimo ed invitto; ed insieme, una supplica a Guido, quella di fare arrivare il tutto al nobile Ghibellino veronese: la lettera e  il manoscritto degli ultimi canti della Divina Commedia. 'Nel caso mi succedesse qualcosa ...'
Dante sapeva, partendo per Venezia, la pericolosissima città degli intrighi internazionali e dei veleni (quelli chimici ...), che, probabilmente, non ne sarebbe tornato vivo. Infatti sulla via del ritorno, presso Ravenna, si palesano i primi sintomi di un terribile avvelenamento: febbre, vomito, atroci dolori addominali. Ormai moribondo, riesce ad arrivare in città, ove muore la notte stessa, fra il 13 e 14 settembre 1321.
Pochi anni dopo, nel 1339, la stessa sorte toccava a Cangrande, che aveva osato sottrarre la guelfa, super papalina Padova, al controllo di Santa Romana Chiesa.
Dante aveva affidato a lui, ateo, ghibellino, pluriscomunicato, ma anche illuminato Signore, la sua opera-capolavoro, perchè la pubblicasse, sottraendola così al prevedibile rogo! E così, per fortuna avvenne, per il bene dell'umanità intera ...

Luca Signorelli, Ibid., Autoritratto
Una settimana fa, dopo un lungo viaggio a piedi, sotto una fitta nevicata, (come quella che sta cadendo in questo istante ad Amelia), giungevo nel celeberrimo Duomo di Orvieto, e vi rimanevo colpito da una specie di rivelazione. Non, però, nella cappella del Santo Corporale, ove tre intirizziti fedeli erano assorti in preghiera, ma in quella di San Brizio, sul lato opposto, ove Luca Signorelli, insigne pittore, contemporaneo di Michelangelo, aveva lasciato il suo più grande capolavoro: la rappresentazione degli ultimi giorni dell'umanità.
Ibid., L'anticristo
In un riquadro dello 'zoccolo' sotto il ciclo pittorico, un suggestivo, intensissimo  Dante Alighieri è intento a scrivere la Divina Commedia,   circondato da quattro scene tratte dalla stessa opera. Alle sue spalle, Virgilio, con versi dell'Eneide...
E tutto intorno, sulle pareti dello zoccolo, altri poeti, letterati, scienziati di tutte le epoche. Proprio sopra il riquadro di Dante, invece, la scena più forte, intrigante, allusiva dell'intero ciclo: la predicazione dell'Anticristo ...
Ibid., Papa Borgia e la figlia Lucrezia
In un angolo, in primo piano, il pittore ritrae se stesso, mentre con altero, decoroso distacco, guarda espressivamente lo spettatore, anzichè la scena. Una scena di vita quotidiana di una città italiana dell'epoca che, anche se travisata, non può che identificarsi con Roma e con la Chiesa d'allora. A destra, in primo piano, su in predellino, campeggia uno zombi in sembianze di Cristo, mosso come una marionetta da un demonio che, alle sue spalle, gli suggerisce anche le parole da dire... Tutto intorno, ogni sentina di vizi e bassezze morali, mentre il papa Borgia, Alessandro VI, osserva compiaciuto la scena....
In primo piano, accanto a lui, una prostituta in abiti lussuosissimi, intrigante ed altera, nobile e lasciva ad un tempo, solleva allusiva ed invitante la gonna. E' la bellissima Lucrezia, figlia ed amante del Papa ...

Capisco: all'epoca la situazione morale era talmente degenerata, soprattutto nella Città retta dai sedicenti successori di Cristo, che rimaneva da attendersi una sola cosa, per porre fine al tutto: l'Armaggedon, la fine del mondo...
Ma è proprio così? Il geniale Cortonese, nello zoccolo, indica anche l'unico rimedio possibile ed alternativo: la diffusione della conoscenza, impersonata da Dante e da altri uomini 'nobili' del passato, contro la diffusione di quel peccato che assomma e genera tutti gli altri: l'ignoranza e la falsità che ne è figlia!  Peccato, allora come oggi, ovunque al potere,  nel mondo ...
 Grandioso! E tutto questo lo fa in una chiesa ( e che chiesa!), praticamente sotto gli occhi stessi di coloro che quel potere, basato sul falso, lo detenevano in pieno. E proprio di fronte alla cappella del 'Santo Corporale' quello del ... miracolo di Bolsena! All'ingresso della cappella, ancor oggi, troneggia bene in vista un emblematico oggetto ligneo: una cassetta per spillare soldi, con sù scritto, impudentemente 'Offerte per il Santo Corporale'!
Sì, sai che se ne fa quel pezzo di stoffa, macchiato forse ad arte di sangue, di quei soldi? Un fico secco, sia detto chiaro.

Ma ormai è giunto il momento di ricucire il tutto: Dante, il valore dei suoi versi, letti esotericamente in base alla più avanzata fisica teorica contemporanea; e così pure il Big Bang, la Galassia 'anomala', e via via tutto il resto, fino al 'Rubbino' di turno.
Ma questo, per vostra (e mia) fortuna, lo farò nella prossima puntata ...
La morte di Dante. Dis. di Piero Bagnariol da A Divina Comedia em quadrinhos.

giovedì 9 febbraio 2012

Totò - I fuochi d'artificio

  Sperando che i fuochi d'artificio siano solo e per sempre questi! (vedi articolo sotto)

...In una parte più e meno altrove. I fuochi d'artificio

Il nucleo di una Galassia: la nostra
"La gloria di colui che tutto move
per l'universo penetra e risplende
in una parte più e meno altrove." (Par., I, 1-3)

Proviamo a chiudere il cerchio. Che ci fa una galassia, ai confini dell'universo osservabile, con un 'redschift' di decine di migliaia di km al secondo, ossia che, relativisticamente, sta allontanandosi da noi con una velocità vicina a quella della luce, ed assieme alla quali stanno allontanandosi anche miliardi di altre galassie, parimenti lontane, ma assolutamente diverse da quest'ultima?
A tredici miliardi di anni luce da noi, come mai esiste una (per ora unica) galassia che, all'analisi spettrofotometrica, tredici miliardi di anni fa risultava già vecchia di tredici miliardi d'anni circa? E mentre tutte le altre osservate (almeno finora), esibiscono un'età,  in coerenza con la teoria del big Bang, di meno, molto meno di un miliardo d'anni?
Ci siamo imbattuti per caso, nell'ago nel pagliaio, che nessuno cercava e nemmeno immaginava esistesse, e la cui scoperta è più scomoda di un tizzone ardente preso a mani nude? Si, questo famigerato ago nel pagliaio, disgraziatamente, è stato trovato, ed ora ci obbliga a rivedere completamente la comoda teoria del Big Bang, a trarrne le dovute conseguenze, ad avere il coraggio di abbandonare la strada vecchia per la nuova ...
Ma non sarà facile, la resistenza sarà furibonda. Lo smantellamento degli acceleratori di particelle è ancora lontanissimo nel tempo. Ma ormai, probabilmente, tali thera acceleratori sono del tutto inutili, oltre che dannosi, costosissimi e pericolosissimi ...
Esplosione di una supernova in un ammasso stellare
Prima che i signori del potere si decidano a farlo, forse dovremo aspettare che gli esplodano in mano, come già è successo con i 'sicurissimi' gingilli di cui è disseminato il pianeta: le centrali nucleari a fissione dell'uranio!

Ma andiamo con ordine. Prima di aspettare la fine del mondo io, che non sono vincolato da nessun interesse in materia, mi permetto di avanzare una delle tante ipotesi possibili, così, un po' per gioco e un po' per non morire...
Facciamo un passo indietro nello spazio tempo, fino a quattordici miliardi d'anni fa ...
In un universo simile al nostro attuale, perfettamente disevo, con miliardi di galassie di tutte le età, quasi omogeneamente diffuse a riempire lo spazio che, allargandosi di continuo, esse stesse andavano creando, in un pianeta simile al nostro, dicevo, e che ruota attorno ad una stella di seconda generazione, simile al nostro Sole, sta per accadere una cosa che, oggi, da noi, fortunatamente è ancora molto lontana nel tempo: la messa in funzione dell'acceleratore di particelle da Guinness dei primati del cosmo!
In una società umanoide, appena un po' più evoluta della nostra, che da qualche migliaio d'anni ha abbandonato la ormai esaurita energia dell'uranio, e sta utilizzando la pulitissima, inesauribile energia della fusione dell'idrogeno, in alcune migliaia d'anni, e con il concorso economico dell' intera galassia, è stato finalmente costruito il Mostro.
La supernova del Granchio
Largo quanto un sistema solare, fornito delle thera energie in elettronvolt necessarie allo scopo, vuole ricercare non il Big Bang, che allora non si era ancora verificato, ma le due particelle anche all'epoca più testarde a farsi afferrare: il Bosone di Higgs (oggi, impropriamente chiamato la particella di Dio), e l'altrettanto sgusciante Gravitone, la particella vettore della forza di gravità ...
Nella plancia di comando, un vecchio dai capelli bianchi, il capo dei capi dei fisici nucleari dell'intera galassia, che chiamero 'Rubbino', per motivi che poi chiarirò, sta per girare la leva che immetterà nel sistema la mostruosa energia necessaria.
Ma il vecchio è anche vanitoso: vicino a lui c'è una signorina, giovane, bella, dagli occhi verdi e dai lunghi capelli biondi: egli vuole farsi vedere bello, dalla sua bella. Per questo decide di offrirle uno spettacolo unico ed irripetibile...
Immette nel sistema il dieci per cento di energia  più del necessario, per farle vedere i fuochi d'artificio ... E che fuochi! Il 'Secondo in capo' quando lo vede fare lo sconsiderato gesto, ha appena il tempo di urlargli. 'Rubbino, che sta facendo, cazzo!'. Ma è troppo tardi: in una frazione di secondo salta tutto: plancia, pianeta, sistema solare, galassia e, una ad una le altre galassie: tutte! Anzi, quasi tutte.
Meraviglioso spettacolo pirotecnico che, né lui, il Rubbia-Schettino della situazione, né la sua bella, né nessun altro in tutto l'universo (meglio: quasi nessun altro), potrà osservare né raccontare...
Uno sconfinato numero di neo gravitoni producono uno smisurato buco nero, che rincula in un'altra dimensione. Un altrettanto elevatissimo numero di Bosoni di Higgs creano altrettanta nuova materia, che innesca la più spettacolare reazione nucleare a catena dell'universo: quella che noi oggi chiamiamo Big Bang.!

 Altra Supernova, con al centro il ritratto di qualcuno ...
'Aufugiunt pauci ex gurgite vasto'.
Inopinatamente, a tredicidici miliardi d'anni luce di distanza, qualcosa si salva: proprio quella galassia, scoperta pochi giorni fa da due astrofisici italiani, che ora sta lì, a turbare i sonni dei fisici teorici di tutto il mondo, e che probabolmente non è l'unica ...
Come potè sfuggire all'immane rogo questa galassia, che oggi vanta la bella età, ovunque essa sia, e se ancora esiste, di circa ventisei miliardi d'anni?
Grazie alla saggezza della legge di Natura, che Dante chiama  'la gloria di colui che tutto move e che per l'universo penetra e risplende, "IN UNA PARTE PIU' E MENO ALTROVE!".

Ma questo ve lo racconterò e cercherò di spiegarvelo nella prossima puntata ...

Le esplendide immagini che corredano questi articoli sono tutte state rese possibili dal telescopio spaziale Hubble!

mercoledì 8 febbraio 2012

Duomo di Orvieto - Gli affreschi di Luca Signorelli nella Cappella di S....


Una settimana fa, all'inizio di quella nevicata che il giorno dopo avrebbe paralizzato Roma, sono andato a piedi da Narni ad Orvieto: una sessantina (abbondante) di chilometri. Alla fina del viaggio, mentra fuori nevicava fitto, da solo nel duomo celebre in tutto il mondo ho goduto di questa meraviglia nella meraviglia. E' proprio vero, quando vai a piedi, e rivedi cose apparentemente già viste, scopri un'infinità di cose nuove; e quelle note le rivedi con occhi, cuore (e gambe ...), del tutto differenti. Il che mi ha abbondantemente ripagato del sorso d'acqua negatomi poco fuori Amelia ... (Vedi appendice del precedente post).
Buona visione. Appena potrete, veniteci di persona. A parte la facciata, ultranota, questo capolavoro del Signorelli non sfigura poi tanto nei confronti della celeberrima Cappella Sistina ...

L'aiuola che ci fa tanto feroci ...

 Disegno di Piero Bagnariol da: A Divina Comedia HQ

"L'aiuola che ci fa tanto feroci,
volgendom'io con li etterni Gemelli
tutta m'apparve dai colli alle foci."  (Par., XXII, 151-153)


Così Dante vede e 'sente' la Terra, giungendo nel cielo delle stelle fisse, proprio in quella beneaugurante (e, almeno nel suo caso, benemerita) costellazione dei Gemelli, sotto il cui segno era nato, a fine Maggio del 1264.
Detto per inciso: quando alcuni invidiosi, nati sotto altri segni la smetteranno di denigrare i ...'Gemelli'? Ogni tanto, se la prendano un po' anche col ...'Cancro' (basta la parola!), tanto per dire ... Scusate il gioco di parole.
Andiamo avanti. Bellissima sì, ma insignificante gli apparve la Terra, vista dagli estremi confini dell'universo d'allora. Come bellissima, ma pericolosamente lontana dovette apparire ai tre che mossero i primi passi sulla Luna.
Di tutta l'enfasi retorica, la boriosa alterigia insita nel geo-antropocentrismo, deve restare pen poco, se guardiamo la Terra dallo spazio: solo un po' di giustificabile nostalgia e di doveroso distacco dalle beghe che stanno laggiù.
Dove sono in confini, che l'uomo ha tracciato arbitrariamente sulla terra? Del tutto scomparsi! Manco la muraglia cinese, l'opera di gran lunga materialmente più grande, è visibile dopo poche migliaia di chilometri (checchè ne dica una tanto falsa quanto diffusa leggenda!).
La più grande rivoluzione compiuta dall'uomo era e resta quella agricola, nel bene come nel male ... Grazie ad essa l'uomo è si diventato capace di sfamare le bocche dei propri figli, anche oltre i propri bisogni. (ma ciò vale solo per alcune bocche, ahimè, non per tutte!).
La Borsa di Madrid il giorno dopo il crollo
Così è nato anche il commercio, e poi il calcolo, l'accumulo, sù sù fino alle banche ed alla follia che si chiama speculazione finanziaria. E con essa il necessario denaro, ma anche i fasulli 'derivati'.
E la rivoluzione industriale e scientifica non sono altro, a ben guardare, che una conseguenza della prima. Ma, purtroppo, lo sono anche il diabete, gran parte delle malattie cardiovascolari, l'obesità e quant'altro: tutte concause, con la 'bolla speculativa' creata dai titoli spazzatura, del folle debito dei paesi ricchi, che finirà, come il solito, per essere pagato da quelli poveri.
Homo sapiens, prima si è fatto homo avidus, ma ora è divenuto 'homo stultus': stupido!
C'è una legge universale che dice: quando una cosa va contro la legge di Natura, la natura stessa la elimina. Se il genere umano non cambia rotta, si estinguerà da solo, come automatica conseguenza delle proprie contraddizioni interne, senza neanche bisogno di un Armaggedon! (E lasciando in pace i Maya).

La Terra 'sorge' dalla Luna
La natura, e con essa l'universo, procede con passi lenti e necessari, accumulando saggezza maggiore ad ogni passo: quale danno può recare al cosmo, la stupidità di alcuni (non tutti)  ...  scimmioni dalle sembianze umane, in un piccolo pianeta, nella periferia di una galassia di media dimensioni, e che ruota intorno ad una stella, il nostro Sole, di dimensioni 'relativamente' piccole?
Quasi nulla, verrebbe da dire: è invece no!. Le conseguenze potrebbero anche essere pirotecniche, e di dimensioni cosmiche...

Ma questo lo spiegherò in una prossima puntata ... Lege totum, si vis totum scire!

Appendice.
Alcuni giorni fa, mentre percorrevo a piedi le strade dell'Umbria, sono entrato in un ristorante albergo panoramico, poco fuori Amelia, in direzione Orvieto. Ho dichiarato la mia condizione e chiesto un po' d'acqua. (Avevo già percorso una dozzina di chilometri ...)  Mi è stato gentilmente risposto che quello non era un bar. Se volevo dovevo tornare ad Amelia (3 chilometri), o procedere fino a Lugnano (11 km) ...
Ho chiesto allora se potevo riposare un po' ... (fuori c'era una bufera di vento polare). Certo, mi hanno detto: s'accomodi pure ... fuori.
Se la sente Bossi, gli viene il secondo ictus. Appunto: qui ad Amelia non ci sono xenofobi né, tantomeno, leghisti.

 

martedì 7 febbraio 2012

Satie - Nocturne No 4

E quindi uscimmo a riveder le stelle ...

Disegno di Piero Bagnariol per 'A Divina Comedia HQ'
"Lo duce e io per quel cammino ascoso
intrammo a ritornar nel chiaro mondo;
e sanza cura aver d'alcun riposo
salimmo sù, ei primo e io secondo,
tanto ch'i' vidi de le cose belle
che porta 'l cie, per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle " ... (Inf, XXXIV, 133-139).

Due Galassie mentre fanno ... l'amore
Chi esce più, oggi, a 'riveder le stelle? Chi ancora stupisce, impallidendo per l'emozione, alla vista 'de le cose belle che porta 'l ciel'?
Là fuori, cento miliardi di stelle, mille miliardi di pianeti, ci guardano, ma noi abbiamo gli occhi abbassati a terra: così come facciamo con gli inquilini della porta accanto, neanche osiamo alzare gli occhi per vedere quei nostri inquilini più prossimi che sono le stelle che popolano la Via Lattea, la nostra Galassia ...

Voglio rendere l'idea di cosa siano mille miliardi di pianeti. Se, per qualche fortunato colpo del destino, ogni pianeta della nostra galassia devolvesse al governo italiano un euro, la somma totale non coprirebbe nemmeno il nostro debito pubblico (che abbiamo ricevuto in ... eredità da sessant'anni di arraffa-arraffa dai nostri beneamati governanti e loro consociati ...).
Se calcolate che, finora, mille più mille meno, abbiamo contato dieci miliardi di galassie, ciascuna con cento miliardi di stelle, ciascuna con una diecina di pianeti, tutto questo fa una bella cifra, non e vero?. Sicuramente molto di più, in euro, del debito pubblico italiano, giacchè anche la furbizia dei nostri politici, per fortuna, ha un limite!
Se guardiamo ad occhio nudo un cielo stellato, eliminando l'inquinamento luminoso vi potremmo scorgere circa seimila stelle e, quasi allo zenit, quella tempesta di polvere di stelle che è la nostra Via Lattea ... che meraviglia! La strada del latte, via lactea, era per i nostri antenati la  traccia lasciata nel cielo dalle gocce di  latte uscito dal seno di una mezza dozzina di dee, secondo le diverse leggende: loro, i nostri antenati sapevano mirabilmente coniugare poesia ed astronomia, creando una sinfonia unica, grandiosa, bellissima...
Oggi, le grandezze dell'ordine dei miliardi riguardano, invece, quasi solo le transazioni speculative delle Borse mondiali ... che squallore!
La nebulosa 'a testa di cavallo': utero galattico di nuove stelle
Non esistono foto della nostra galassia dall'esterno: non ancora. Ma abbiamo le foto di milioni di altre galassie, di tutte le dimensioni, le forme, i colori: che splendore!
Se guardiamo bene, una foto della nostra galassia altro non sarebbe che una foto ... di famiglia del nostro padre Sole e della nostra madre Terra: ci avete mai pensato? (E nessuno, nella foto, che fa le corna ad un altro!).
Se, con l'autoscatto di una macchina fotografica capace di fotografare anche all'idietro nel tempo, ci scattassimo una foto, vedremmo alle nostre spalle i nostri genitori e, sempre più sbiadite, le immagini dei nostri nonni, bisnonni ed antenati, e così via: saremmo attorniati da una moltitudine di ignoti progenitori, grazie a ciascuno dei quali abbiamo ricevuto il regalo più prezioso: la Vita!
Ma, immemori di tutto questo, perfino incapaci di uscire a riveder le stelle, preferiamo continuare a sputare sullo stesso piatto d'oro su cui ogni giorno mangiamo: la nostra Vita e quella degli altri, fino a quella dell'intero Universo ... Che peccato!
Meglio, molto meglio, uscire e tornare a guardare in alto!


(continua)